The Last Guardian, seguito spirituale di Ico e Shadow of the Colossus (due dei miei giochi preferiti di sempre), è di gran lunga il gioco che attendo con più impazienza. Sono quasi tentato di andare in totale astinenza da filmati e articoli riguardo a questo gioco. Questo video rilasciato oggi, però, contiene un’interessante mini-intervista al creatore Fumito Ueda e un breve nuovo teaser. Il gattouccello assomiglia sempre più alla mia gatta…


Seconda parte della Top 10 su Videogiochi ed Architettura. Qui la prima parte.

5. The Legend of Zelda: Ocarina of Time. È quasi banale ricordare che Ocarina of Time è stato uno dei giochi cardine per l’affermazione del 3D. Il tempio dell’acqua viene ancora ricordato come uno dei più complessi e inventivi dungeon mai creati. Ma quello che mi colpì la prima volta che giocai a Ocarina fu però la sensazione di essere lì. Si tratta di una sensazione che praticamente qualsiasi gioco, oggi, riesce ad ottenere, ma Zelda continua ad essere insuperato da quel punto di vista. Per quanto mi riguarda, è stata la parte all’interno del deku tree a restarmi impressa nella memoria. Gettarsi all’interno dell’albero con la spada puntata in basso per sfondare un’enorme ragnatela e finire nel livello sottostante è stato un momento rivoluzionario: la vera interazione con gli ambienti di gioco 3D è nata lì.

4. The Sims. Il gioco casual per eccellenza è anche uno dei miei preferiti. Se è in questa classifica, però, non è tanto per il fatto che si tratta di un eccellente generatore di storie, ma per il fatto che è uno strumento di sperimentazione architettonica. Costruire una casa in The Sims vuol dire vedere e sperimentare i modi in cui viviamo la nostra vita quotidiana. Se non avete mai pensato che piazzare il bagno in un piano diverso rispetto alle camere da letto sia una pessima idea, The Sims vi farà capire perché. Il gioco dell’archittettura quotidiana e le sue implicazioni è molto più interessante, a mio parere, di molte vuote avventure fantastiche. Stare in casa è qualcosa di spettacolare.

3. Super Mario Bros. La rivoluzione di Mario 64 non è stata la prima lanciata dall’idraulico baffuto, nè tantomeno la più radicale. Il primo Mario ha distrutto le convenzioni esistenti fino ad allora. Per la prima volta si sono visti livelli svilupparsi in tutte le direzioni. Aree segrete, scorciatoie, strutture labirintiche senza essere labirinti. Il “livello” così come lo intendiamo oggi, è nato lì. Ed è nato lì anche il modo di rapportarsi allo spazio nei videogiochi più raffinato e rifinito. La prova è che ancora oggi Super Mario Bros è perfettamente giocabile e divertente.



2. Grand Theft Auto 4. Come succede spesso, il successo di GTA4 ha generato un’onda di ritorno. A poco più di un anno dall’uscita è facile leggere in giro di quanto GTA4 sia sopravvalutato, e di come in realtà sia un gioco mediocre. Stronzate. A parte la qualità del gioco, comunque, è Liberty City il fulcro di GTA4. Se i precedenti GTA avevano creato città strutturalmente plausibili, la Liberty City di GTA4 è spiritualmente credibile nel suo omaggiare New York. Sono le dinamiche di una metropoli ad essere significative, con la diversità dei quartieri, con la luce che cambia l’atmosfera di ogni singola strada o zona, con lo splendore e lo squallore tipici di una città sovrappopolata. Uno dei migliori ritratti emozionali di un luogo mai creati.



1. ICO/Shadow of the Colossus. Le due opere di Fumito Ueda, in attesa di The Last Guardian, sono due capolavori assoluti di gioco costruito attorno all’architettura. La fortezza di ICO contiene fra i puzzle ambientali più belli mai visti. Come se non bastasse, l’eleganza con cui questi enigmi sono integrati alle strutture è insuperata. Non si vedono forzature: quella piattaforma sembra essere a portata di salto da quel cornicione non per esigenze di level design, ma perché è logico che sia stata costruita così. La stessa grazia si trova in Shadow of the Colossus, a cui si aggiunge la genialità dei colossi, strutture viventi, allo stesso tempo organici e statici. La concretezza di queste architetture e, contemporaneamente, la loro impossibile natura fantastica (il ponte di SotC è l’incubo di un ingegnere) sono il più grande omaggio all’architettura che un videogioco possa dare.


Giovedì escono costumi e sticker per Little Big Planet (ancora una volta niente livelli di Media Molecule, maledizione) ispirati a ICO e Shadow of the Colossus. Queste sono le tipiche situazioni che dimostrano quanto sono subdoli i contenuti scaricabili a pagamento. Quello che intendo è che anche se ogni costume costasse dieci euro, io quelli di ICO e SotC li comprerei lo stesso. Sono il sogno di un reparto marketing…