Il rap mi infastidisce come poche cose al mondo mi infastidiscono. Il gangsta rap svedese, poi, mi fa infuriare. Sarà che, avendo vissuto i primi ventitre anni della mia vita a Palermo, sentire parlare dei sobborghi di Stoccolma coi giardinetti come “ghetto” mi fa trasformare in mio nonno quando sfanculava i Beatles.

Ad ogni modo, nel luccicante mondo del rap svedese fatto di duri gangsta all’acqua di rose, Adam Tensta è probabilmente la star più grande. Il rapper, assieme a qualche altro scemo col cappellino da baseball girato ad angoli sempre più improbabili, ha fatto un video che rielabora la storia dei videogiochi a 8 e 16 bit. Se non fosse per il Mario “yo dawg!” col berretto all’indietro (e ti pareva) e per la pessima canzone (Follow Me), potrebbe essere uno dei più bei video musicali a tema videoludico che abbia mai visto:


Probabilmente il più bel video che abbia mai visto su YouTube, nonché uno degli esempi più gloriosi di nerdaggine mai visto nell’universo. Un orgoglioso inno agli 8 bit fatto con LEGO e tecnica stop motion (a occhio senza i trucchetti usati in quel vecchio video dei White Stripes), che trasuda sangue, sudore, lacrime e 1500 ore di lavoro, secondo quanto dichiarato dagli autori Rymdreglage. Una lettera d’amore a Commodore 64, Tetris, IK+, joysticks, Pong, NES, Pac-Man e
un’altra mezza dozzina di icone.
Gli svedesi si confermano maestri di imprese geniali, creative e vagamente inquietanti.

Quando io e Tommaso “Gatsu” abbiamo partecipato alla manifestazione Nordic Games a Malmö, abbiamo trovato gente incredibilmente disponibile. Fra le varie intervista che abbiamo fatto (e che potete ascoltare nei due podcast Ringcast Extra 2 e 3 c’è stata una sola intervista, fra quelle che abbiamo fatto, ad averci lasciato l’amaro in bocca.

L’intervistato era il capo progetto responsabile di Bionic Commando Rearmed Simon Viklund, della software house svedese Grin. Oltre ad avere un tono abbastanza infastidito, Viklund aveva anche risposto a una mia domanda su come ci si sente in uno studio indipendente in tempi di crisi economica con un arrogante “Siamo artisti, non possiamo preoccuparci del lato economico”. Ecco, lo studio di artisti di cui faceva parte Simon Viklund, Grin, ha chiuso per problemi finanziari.

Mi dispiace per uno studio che aveva dimostrato sprazzi di creatività e che comunque rimaneva fra i più vecchi ed attrezzati di tutta la Svezia. Si tratta di una grossa perdita per la scena nordica, e capisco che trovarsi senza lavoro in tempi come questi non è una cosa bella. Però, mi spiace, ma quando succedono cose come questa a chi si dà arie da spaccone, a chi fa l’arrogante, a chi ha uffici nella zona più costosa della città e produce giochi su licenza di pessima qualità… beh, un po’ mi viene da ghignare.


Avevo già parlato di arte videoludica urbana qualche tempo fa.
Oggi, mentre mi trovavo per una piccola vacanza nel fine settimana a Visby, ridente cittadina dell’isola di Gotland, in Svezia, mi sono imbattuto in un altro chiaro segno che i videogiochi sono ovunque.

Quando vedi un mini mosaico sulle mura di una cittadina medievale scandinava del Baltico, è segno che il futuro è già arrivato. E ha la forma di un alieno pixellato.


Sembra che si sia diffuso, nel nord Europa, un amore sviscerato per Mario. Le foto in questo post sono prese da installazioni o street art…

… nella metropolitana di Stoccolma, in cui ogni fermata ospita i lavori di un artista diverso e, nel caso di Thorildsplan, di un artista che ama i videogiochi…



Oslo. Se vedete molti stickers non stupitevi. Per ragioni che non ho mai compreso bene, da queste parti i graffiti sono meno diffusi di stickers o volantini attaccati col nastro adesivo ai muri…

… e, infine, un posto non meglio specificato. Potrebbe essere la Svezia, la Cambogia o Busto Arsizio. Se qualcuno conosce la provenienza di queste foto, lo segnali nei commenti.