Per un titolo qualsiasi, un post del genere a riguardo sarebbe discretamente inutile. Per The Last Guardian, nuovo titolo sviluppato dal Team Ico, direi che si può tranquillamente fare un’eccezione. Godete quindi appieno del sito ufficiale giapponese, visionate ripetutamente le (poche) nuove immagini disponibili in alta risoluzione e rispolverate i due eleganti trailer, già mostrati rispettivamente all’E3 ed al TGS dello scorso, che sembrano messi lì apposta per ricordarvi che, alla fine dei conti, il titolo che aspettate davvero nel 2010 è uno e uno solo.


The Last Guardian, seguito spirituale di Ico e Shadow of the Colossus (due dei miei giochi preferiti di sempre), è di gran lunga il gioco che attendo con più impazienza. Sono quasi tentato di andare in totale astinenza da filmati e articoli riguardo a questo gioco. Questo video rilasciato oggi, però, contiene un’interessante mini-intervista al creatore Fumito Ueda e un breve nuovo teaser. Il gattouccello assomiglia sempre più alla mia gatta…


Seconda parte della Top 10 su Videogiochi ed Architettura. Qui la prima parte.

5. The Legend of Zelda: Ocarina of Time. È quasi banale ricordare che Ocarina of Time è stato uno dei giochi cardine per l’affermazione del 3D. Il tempio dell’acqua viene ancora ricordato come uno dei più complessi e inventivi dungeon mai creati. Ma quello che mi colpì la prima volta che giocai a Ocarina fu però la sensazione di essere lì. Si tratta di una sensazione che praticamente qualsiasi gioco, oggi, riesce ad ottenere, ma Zelda continua ad essere insuperato da quel punto di vista. Per quanto mi riguarda, è stata la parte all’interno del deku tree a restarmi impressa nella memoria. Gettarsi all’interno dell’albero con la spada puntata in basso per sfondare un’enorme ragnatela e finire nel livello sottostante è stato un momento rivoluzionario: la vera interazione con gli ambienti di gioco 3D è nata lì.

4. The Sims. Il gioco casual per eccellenza è anche uno dei miei preferiti. Se è in questa classifica, però, non è tanto per il fatto che si tratta di un eccellente generatore di storie, ma per il fatto che è uno strumento di sperimentazione architettonica. Costruire una casa in The Sims vuol dire vedere e sperimentare i modi in cui viviamo la nostra vita quotidiana. Se non avete mai pensato che piazzare il bagno in un piano diverso rispetto alle camere da letto sia una pessima idea, The Sims vi farà capire perché. Il gioco dell’archittettura quotidiana e le sue implicazioni è molto più interessante, a mio parere, di molte vuote avventure fantastiche. Stare in casa è qualcosa di spettacolare.

3. Super Mario Bros. La rivoluzione di Mario 64 non è stata la prima lanciata dall’idraulico baffuto, nè tantomeno la più radicale. Il primo Mario ha distrutto le convenzioni esistenti fino ad allora. Per la prima volta si sono visti livelli svilupparsi in tutte le direzioni. Aree segrete, scorciatoie, strutture labirintiche senza essere labirinti. Il “livello” così come lo intendiamo oggi, è nato lì. Ed è nato lì anche il modo di rapportarsi allo spazio nei videogiochi più raffinato e rifinito. La prova è che ancora oggi Super Mario Bros è perfettamente giocabile e divertente.



2. Grand Theft Auto 4. Come succede spesso, il successo di GTA4 ha generato un’onda di ritorno. A poco più di un anno dall’uscita è facile leggere in giro di quanto GTA4 sia sopravvalutato, e di come in realtà sia un gioco mediocre. Stronzate. A parte la qualità del gioco, comunque, è Liberty City il fulcro di GTA4. Se i precedenti GTA avevano creato città strutturalmente plausibili, la Liberty City di GTA4 è spiritualmente credibile nel suo omaggiare New York. Sono le dinamiche di una metropoli ad essere significative, con la diversità dei quartieri, con la luce che cambia l’atmosfera di ogni singola strada o zona, con lo splendore e lo squallore tipici di una città sovrappopolata. Uno dei migliori ritratti emozionali di un luogo mai creati.



1. ICO/Shadow of the Colossus. Le due opere di Fumito Ueda, in attesa di The Last Guardian, sono due capolavori assoluti di gioco costruito attorno all’architettura. La fortezza di ICO contiene fra i puzzle ambientali più belli mai visti. Come se non bastasse, l’eleganza con cui questi enigmi sono integrati alle strutture è insuperata. Non si vedono forzature: quella piattaforma sembra essere a portata di salto da quel cornicione non per esigenze di level design, ma perché è logico che sia stata costruita così. La stessa grazia si trova in Shadow of the Colossus, a cui si aggiunge la genialità dei colossi, strutture viventi, allo stesso tempo organici e statici. La concretezza di queste architetture e, contemporaneamente, la loro impossibile natura fantastica (il ponte di SotC è l’incubo di un ingegnere) sono il più grande omaggio all’architettura che un videogioco possa dare.


Sony aveva molto da dimostrare. Nonostante le voci (fondate) su una PS3 slim a 350 euro, il ribasso di prezzo è stato ancora una volta rimandato. Quella che si è vista è stata una conferenza meno spettacolare di quella Microsoft ma molto densa.


Dal punto di vista hardware, Sony ha presentato
PSP GO. Più piccola, più leggera, con schermo slide, senza UMD e con 16Giga di memoria integrata e a un salatissimo (per gli standard delle console portatili) prezzo di 250€, GO sembra andare in diretta competizione con iPod Touch più che con DSi, soprattutto visto che la vecchia PSP continuerà ad essere prodotta. Allora, so che mi dimostro uno schifoso nerd, ma la PSP GO mi fa sbavare. Da sostenitore accanito del digital delivery, l’idea di avere decine di giochi sempre disponibili mi esalta parecchio. Aggiungiamo che è stato mostrato Il Messia (Little Big Planet PSP), oltre a un’altra tonnellata di giochi, e direi che la seconda vita della PSP è confermata. Ancora più interessante: Sony ha dichiarato di aver abbassato il prezzo dei kit di sviluppo PSP dell’80%. Il che vuol dire che in futuro vedremo, con tutta probabilità, molti più giochi indipendenti e di piccoli produttori. Se Sony riesce a creare una comunità di sviluppatori vivace anche solo un decimo di quella iPhone, c’è da festeggiare.

Per quanto riguarda i giochi PS3, Sony ha sparato una quantità impressionante di titoli. Innanzitutto il game of the show Uncharted 2 (a proposito, sto giocando la beta in questi giorni e promette benissimo), la cui dimostrazione sul palco è un esempio di come mostrare un gioco al pubblico. Assassin’s Creed 2 sembra prendere di petto i problemi del primo amplificando quanto c’era di buono. Peccato per l’italiano claudicante, ma del resto è probabile che l’arabo nel primo AC fosse altrettanto maccheronico. Il pensiero di portare scompiglio fra Scandicci e San Gimignano con brevi puntate a Martellago non fa che aumentare l’hype.
MAG, lo sparatutto online a 256 giocatori, ancora deve mostrare perché dovrebbe essere interessante giocare in squadre da 128 giocatori. Visto che si tratta degli sviluppatori di SOCOM, almeno una cauta fiducia gliela si deve dare.
God of War 3, che provoca spasmi incontrollati di eccitazione a tutti tranne che a me, continua a sembrarmi uno dei quei giochi divertentissimi ma con zero appeal. Lo giocherò, ma niente capelli strappati. Per la cronaca: abbastanza disturbante il livello di violenza, a occhio fra i più estremi visti in un videogioco. Un paio di scene mostrate durante la conferenza erano davvero pesanti.

E, infine, i due miei personalissimi megaton dell’E3:

The Last Guardian (ex Trico). O mio dio. Un trailer strappacuore, un’atmosfera che si mangia in due minuti il 99% del resto dei videogiochi, un gattouccellodragogrifone bruttino e tenerissimo. Ancora meglio: una data di uscita vicina (si parla di dicembre). Non ricordo l’ultima volta che ho avuto una tale scimmia per un gioco. A occhio, TLG sembra essere un misto di ICO e Shadow of the Colossus. Il ragazzino sembra potersi arrampicare sul gattouccellodragogrifone come avveniva in SotC, e qualche breve immagine di salti e arrampicate ricorda i puzzle ambientali di ICO. Casualmente, due dei miei giochi preferiti in assoluto.

Final Fantasy XIV Online. Ammetto che la sorpresa positiva di questo titolo, per me, è più personale che oggettiva. Il precedente gioco di ruolo online Square Enix, Final Fantasy XI, è stato il mio primo e unico MMORPG. Ancora oggi, credo che FF11 sia stato sottovalutato: nonostante la spigolosità, è uno dei giochi di ruolo online che più costringe alla socializzazione. E suppongo che il punto di un MMORPG dovrebbe essere quello. Ad ogni modo, il seguito sembra ancora più interessante, con la direzione artistica dello stesso designer di Final Fantasy Tactics e la promessa di un lancio non troppo lontano (entro un anno).

Ci sarebbe anche da parlare del “sonymote”, ovvero il sistema di rilevamento di Sony. Molto simile a Wii Motion Plus, sembra però più versatile ed esatto. Interessante, ma a dire la verità questi metodi di controllo alternativi cominciano a infastidirmi più che interessarmi.
In conclusione: se oggettivamente la conferenza Sony è stato più o meno allo stesso livello di quella Microsoft, dal punto di vista personale Sony ha una visione del videogioco molto più innovativa e ampia di MS.

Meno Tom Clancy e più Sackboy!