
Potrebbe sembrare una faccenda relegata al micromondo dei siti di videogiochi, però ciò di cui parlerò ha molto a che fare col modo in cui funziona l’informazione e l’approfondimento online.
Di recente mi sono imbattuto in due articoli. Il primo è un pezzo sarcastico/ironico di
Destructoid,
How Prototype is blatantly better than Infamous che, in dieci ragioni, spiega perché
Prototype sarebbe meglio di
Infamous, utilizzando la logica paradossale tipica dei flame sui forum (una delle ragioni, ad esempio, è che “
Final Fantasy 13 uscirà anche su 360″). Il pezzo sembra essere una parodia dei confronti assurdi che fanno solitamente gli appassionati di videogiochi. Il secondo articolo è di
1UP, si intitola
Top 5 Ways to Take a Dude’s Head Off ed è una lista in cinque punti sui modi più fantasiosi con cui staccare una testa in un videogioco.
Questi due articoli sembrerebbero due semplici pezzi goliardici di testate abbastanza rispettate. In realtà questo è il modo in cui queste testate sopravvivono. Siti come 1UP o Destructoid possono permettersi di sopravvivere e pagare i giornalisti solo sui ricavi della pubblicità. La pubblicità online, però, richiede quantità estremamente alte di visitatori per essere fruttuosa. Per ottenere più visitatori ci sono due mezzi: articoli che catturano l’attenzione, e Google.
Vista la concorrenza, pubblicare sul proprio sito articoli “semplicemente” ben scritti e interessanti non è abbastanza. Per quanto approfondita, la tua analisi su Fallout 3 probabilmente non spiccherà in mezzo ai milioni di altri articoli sull’argomento. C’è bisogno quindi di qualcosa di davvero fuori dal comune.
Per quanto riguarda Google: i nuovi visitatori, cioé quelli che arrivano per la prima volta su un sito, nella stragrande maggioranza dei casi ci sono arrivati attraverso una ricerca su Google. Per ottenere un miglior piazzamento fra i risultati di Google è fondamentale che un sito riceva molti link da altri siti. La cosa è di importanza enorme, perché la differenza fra essere al quarto posto di una ricerca e essere al secondo è molto, molto grande.
Ora, cosa c’entra tutto questo con quei due articoli? Beh, quei due articoli sono vere e proprie link-baits (cioé esche per link). Giusto per dare un’idea di cosa vuol dire e che conseguenze ha questo sistema. Il primo pezzo, quello di Destructoid, è stato linkato quasi quattrocento volte, ed al momento è considerato da Google popolare quanto la pagina “Finanza e mercati” del sito del Sole 24 Ore.
La cosa non è un problema in sé, parlando in generale. Anche io ho fatto una
Top 10 (e ne farò in futuro). Il punto: ci siamo davvero ridotti al punto che la critica videoludica deve sopravvivere producendo spazzatura come un articolo che fa il verso alla feccia dei forum o come una lista dei cinque modi per staccare la testa ad un tizio? Il problema è dei giornalisti, che non sono capaci, o che temono, di produrre contenuti interessanti senza ricorrere alla rincorsa svilente a chi pubblica la cosa più ridicola o più
fucked up? O il problema è nostro, che clicchiamo e linkiamo le cose che meno meriterebbero?
Vi siete mai chiesti perché ci sono sempre miniarticoli con foto di donne con le tette al vento, nella prima pagina di Repubblica.it?
PS: A chi facesse l’obiezione più evidente: i link che trovate in questo post sono
nofollow. Ovvero, Google non considererà questi link come “gesto di fiducia” da parte mia nei confronti dei siti in questione.