La ricercatezza estetica di Monkey Island 2 ha conosciuto negli anni ben pochi eguali

L’ottimo successo riscosso l’anno scorso dal remake di The Secret of Monkey Island ha ricordato al mondo dei videogiochi come le avventure punta e clicca siano tutt’altro che morte e sepolte, che il più celebre esponente di suddetto genere rimane, a 19 anni dall’uscita, un gioco da 11/10 e che tutto sommato il mondo può ancora essere un bel posto.

In virtù del riscontro ottenuto, non stupisce come negli ultimi mesi abbiano iniziato a circolare voci sempre più insistenti riguardo alla pubblicazione del remake del seguito di TSOMI, quel Le Chuck’s Revenge da molti (tra i quali chi scrive) ritenuto il climax qualitativo della serie e uno dei più bei Videogiochi di sempre. Leggi il resto »

Disclaimer: il post che segue contiene leggeri spoiler sull’espansione di Resident Evil 5 “Lost in nightmares”. Vi abbiamo avvertiti.

Personalmente reputo Resident Evil 5 un prodotto più che buono: vecchio e goffo quanto si vuole, ma altrettanto ben confezionato e ludicamente piacevole. Nonostante questi aspetti positivi, l’annuncio della pubblicazione di due episodi scaricabili mi ha lasciato piuttosto freddino. Nel senso: anche la pasta alla carbonara è molto buona, ma dopo un piatto di solito ne hai decisamente abbastanza. Il giorno della pubblicazione del primo DLC, chiamato “Lost in nightmares”, scopro però che a) l’espansione è ambientata in una villa costruita sulla falsariga della mansion del primissimo RE, b) il tutto dura giusto un’oretta e c) il biglietto della giostra costa 400 MP, poco più di un pacchetto di sigarette. Aggiungeteci un paio di autorevoli commenti sul positivo andante et voilà: Lost in nightmares si è infilato con prepotenza nello spazio tra il mio ritorno a casa dal lavoro e la cena. Leggi il resto »

Riassunto del post: il gioco pare bello tanto quanto è brutta la cover-art

Con chi scrive, Mass Effect 2 ha vinto ben prima dei titoli di coda, se non altro perchè ancora non ci sono arrivato. Anzi, a dirla tutta, praticamente non ci ho giocato: ho giusto speso un paio d’ore (abbondanti) tra prologo, cazzeggi vari  sulla rediviva Normandy e prima missione vera e propria. Nonostante l’oggettiva scarsità di tempo dedicatogli, posso già ritenermi per buona parte soddisfatto dell’ultimo titolo Bioware. Il motivo è semplice: è un sequel che letteralmente trasuda fiumi di buona volontà da ogni pixel. Leggi il resto »